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Diga spaziotemporale

La diga spaziotemporale e la metafora con cui Marco Martini interpreta gli effetti concreti del viaggio nel 1900. Dopo il ritorno a Torino, scopre che gli eventi precedenti al punto d’arrivo sembrano rimasti stabili, mentre quelli successivi sono stati deviati o cancellati: Marzio e vivo, padre Eusebio e la biblioteca non compaiono, e la sua assenza da via Rossini viene ricordata diversamente.

  • Marco formula l’immagine dopo settimane e mesi di verifiche a Torino.

  • Gli eventi precedenti alla data d’arrivo del salto sembrano invariati.

  • Gli eventi successivi appaiono ricalcolati o deviati.

  • La memoria di Maria indica che Marc Bertrand manca da meta luglio.

  • Marzio e vivo e lavora come cameriere.

  • Padre Eusebio e la sua biblioteca sembrano non essere entrati nella vita di Marco.

  • La metafora implica una deviazione del continuum, non un semplice doppione.

  • Il salto del 1936 suggerisce che la diga o barriera spazio-temporale puo essere attraversata con una bolla molto piu grande di quella della Pania.

  • La visione di Marco fuori dalla bolla mostra la violenza del contatto fra materia ordinaria e discontinuita.

  • Fine novembre 1900 circa: Marco torna a Torino.
  • Mesi successivi: raccoglie indizi e formula la teoria della diga.
  • La diga riguarda solo Marco o tutto il mondo?
  • Puo essere superata o modificata da un altro viaggio temporale?
  • Gli eventi cancellati esistono ancora in una linea separata?