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Mago incappucciato

Il mago incappucciato e l’alter ego anonimo che Marco Martini, sotto l’identita pubblica di Marc Bertrand, costruisce per esibire i poteri degli anelli con uroboro senza essere riconosciuto. Nasce per richiesta di Cesare Lombroso, che vuole mostrare la trasmutazione a un pubblico ristretto.

La maschera e composta da tunica e cappuccio ricavati da una veste di Uthman ibn Yusuf an-Nasr, dettaglio che lega teatralmente la fase torinese al trauma siciliano. Nei salotti di Torino il mago diventa figura di voce pubblica: alcuni lo considerano illusionista, altri essere soprannaturale o diavolo, ma quasi nessuno lo collega a Marco.

  • Nasce per garantire l’anonimato di Marco nelle dimostrazioni.
  • Il costume deriva da una veste di Uthman rimasta fra le cose di Marco.
  • Le prime esibizioni avvengono a casa Lombroso.
  • Il pubblico e inizialmente ristretto e composto da amici fidati o studiosi di occulto.
  • La voce si diffonde rapidamente nei salotti torinesi.
  • Nel 1887 il mago incappucciato e argomento mondano accanto alla prima dell’Otello di Verdi.
  • Le leggende lo dicono polacco sfigurato, nobile di corte, imbroglione o creatura diabolica.
  • Marco si diverte progressivamente a perfezionare presentazione, mistero e dettagli.
  • I suoi numeri includono trasmutazione in piccole monete e congelamento dell’acqua nel cognac.
  • Nel 1890 si rivela davanti a Umberto I e Robert Ingham.
  • Inizio 1886 circa: Marco accetta la prima dimostrazione anonima.
  • Inizio 1887: il mago incappucciato circola come voce nei salotti torinesi.
  • 1887-1890: Marco affina le esibizioni e aggiunge il numero del ghiaccio.
  • 1890: l’anonimato viene sospeso davanti a Umberto I e Robert.
  • La fama del mago incappucciato raggiunge i Dorati?
  • Il costume di Uthman ha solo valore pratico o anche simbolico?
  • L’anonimato resta davvero intatto fuori dalla cerchia di Lombroso?