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Gran Madre di Dio e biblioteca dei Bianchi

La Gran Madre di Dio e la zona torinese indicata dalla nota nascosta di Robert Ingham nel manoscritto sugli anelli. Marco Martini vi arriva nel 1898, osservando la chiesa, piazza omonima, il Po, la Mole e il Monte dei Cappuccini. L’accesso reale non e nella chiesa, ma in un solaio di un palazzo elegante della piazza, dove padre Eusebio custodisce la biblioteca dei Bianchi.

Il luogo passa da soglia iniziatica a scena del crimine: nell’autunno del 1900 Marco vi trova scaffali svuotati, pochi libri dati alle fiamme e il corpo di Eusebio. Da quel momento la biblioteca diventa prova materiale del complotto che vuole riaccendere la guerra fra Bianchi e Dorati.

Dopo la morte di Eusebio, la Gran Madre rivela un secondo livello: negli appartamenti del sacerdote Marzio trova un doppiofondo, e l’enigma li conduce dentro la chiesa, dietro la statua di San Giovanni. Li Marco recupera l’anello verde e il manoscritto di Francesco De Marchi.

Nel capitolo settantasette Sigmondo ricorda che la biblioteca torinese dei Bianchi subi un furto precedente all’inondazione del 1839, nel quale scomparve anche una pergamena greca su oggetti magici e pietre simili a quelle degli anelli.

Nel nuovo 1900 la Gran Madre resta punto di riferimento urbano, ma la biblioteca dei Bianchi e padre Eusebio sembrano assenti o radicalmente mutati. Il solaio che Marco aveva frequentato appare trasandato, segno della diga spaziotemporale.

  • L’indirizzo torinese nella nota di Robert conduce alla zona della chiesa della Gran Madre di Dio.

  • La chiesa viene descritta come edificio ovale ispirato al Pantheon.

  • La piazza forma un panorama con il Monte dei Cappuccini e Santa Maria al Monte.

  • La biblioteca si trova in un solaio basso, sotto il tetto di un palazzo elegante.

  • Contiene due scrittoi, scaffali di vetro e volumi unici.

  • Molti libri sono andati perduti nei secoli.

  • Una piena del 1839 distrusse parte degli esemplari, costringendo a spostare la raccolta in alto.

  • I testi sono classificati fra prestabili e consultabili solo con Eusebio presente.

  • Nel 1900 la biblioteca viene svuotata e incendiata parzialmente.

  • Padre Eusebio viene trovato morto vicino alla finestra.

  • Gli appartamenti privati di Eusebio si trovano nello stesso palazzo, al primo piano.

  • Nello scrittoio degli appartamenti c’e un doppiofondo con un biglietto-enigma.

  • La statua di San Giovanni nella chiesa nasconde un pertugio triangolare.

  • Dietro San Giovanni sono nascosti l’anello verde e il manoscritto di De Marchi.

  • Nel nuovo 1900 Marco non ritrova la biblioteca come nella linea precedente.

  • Il solaio appare diverso e inutilizzato da mesi o anni.

  • Marzio lavora ancora in un’osteria dietro la chiesa.

  • Prima del 1839: la raccolta esiste gia e subisce perdite secolari.

  • 1839: una piena distrugge alcuni esemplari unici.

  • 1898: Marco trova la biblioteca grazie all’indirizzo di Robert.

  • 1898-1900: Marco frequenta Eusebio ogni domenica.

  • Autunno 1900: la biblioteca viene svaligiata e padre Eusebio ucciso.

  • Pochi giorni dopo: Marco, Robert e Marzio perquisiscono gli appartamenti.

  • Notte seguente: recuperano l’anello verde dietro San Giovanni.

  • Fine 1900 o mesi successivi: Marco ispeziona la zona e non trova Eusebio.

  • Quale istituzione controlla formalmente la biblioteca?

  • Quali libri sono stati portati via?

  • Chi aveva accesso alla stanza oltre a Eusebio e Marco?

  • Il luogo e ancora utilizzabile dopo il furto e l’omicidio?

  • Chi conosceva il nascondiglio dietro San Giovanni?

  • Eusebio aveva altri depositi nella chiesa?

  • La rete dei Bianchi e assente dalla nuova Torino o solo nascosta meglio?