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Non-invecchiamento e fuga in Svizzera

Il sesto capitolo alterna due piani temporali. Nel primo, molti anni dopo la fuga da Milano, Marco Martini torna a Como intorno al 1903 o 1904, ormai uomo agiato, in viaggio verso Bellinzona con il maggiordomo Marzio. Il guasto del locomotore gli permette di rivedere l’alloggio dei due anziani presso cui aveva dormito da ragazzo. Il rudere gli rende evidente il contrasto fra il decadimento del mondo e il proprio corpo quasi immutato.

Nel secondo piano, il racconto riprende dalla mattina dopo la prima notte a Como: Marco ruba panni da lavoro e un sacco di tela ai due vecchi, abbandona gli abiti da signorino e attraversa il confine verso la Svizzera fingendo di cercare lavoro. Arriva a Chiasso e poi a Lugano, dove trova impiego presso Luigi Soldi, carbonaio locale.

  • Il capitolo esplicita per la prima volta la piena consapevolezza del non-invecchiamento di Marco.
  • Il rudere della casa dei due anziani funziona da specchio: il mondo invecchia, Marco no.
  • Nel 1903 o 1904 Marco e ormai agiato, viaggia in prima classe ed e accompagnato da domestici.
  • Marzio e gia il suo maggiordomo e si mostra leale e premuroso.
  • Marco collega la propria condizione a una maledizione, a una gabbia intangibile e a una solitudine radicale.
  • La mattina dopo la prima notte a Como, Marco ruba panni da lavoro e passa la frontiera come giovane in cerca di impiego.
  • A Lugano torna all’unico mestiere onesto che conosce: il garzonato presso un carbonaio.
  • Luigi Soldi e piu avido e meno generoso di Virgilio, ma insegna a Marco trucchi commerciali e mestiere.
  • La ferrovia del Gottardo e presentata come motore di crescita per Lugano e come infrastruttura decisiva del secolo.
  • Marco riesce ad aprire una propria bottega senza consumare altri talleri d’oro.
Entity Role
Marco Martini Protagonista; scopre pienamente la propria non-soggezione al tempo e attraversa il confine svizzero.
Marzio Maggiordomo di Marco nei primi anni del Novecento.
Luigi Soldi Carbonaio luganese che assume Marco come garzone.
Como Luogo del ritorno nel 1903/1904 e della partenza mattutina verso la Svizzera.
Svizzera e Ticino Nuovo spazio di fuga e lavoro.
Lugano Citta in cui Marco trova lavoro e avvia la propria autonomia economica.
Ferrovia Infrastruttura di memoria, fuga, viaggio e trasformazione economica.
Talleri d’oro Capitale preservato: Marco non ne consuma altri per aprire bottega.
Non-invecchiamento di Marco Condizione singolare che Marco riconosce come maledizione e isolamento.
  • Mattina dopo la prima notte a Como: Marco fugge dalla casa dei due anziani con panni da lavoro e un sacco di tela.
  • Stesso periodo: attraversa la frontiera svizzera insieme ad altri giovani italiani in cerca di lavoro.
  • Dopo il passaggio: arriva a Chiasso e poi a Lugano.
  • Entro pochi giorni: trova lavoro presso Luigi Soldi.
  • Nei mesi successivi: apprende meglio il mestiere del carbonaio, raggira villeggianti meno accorti e accumula il necessario per aprire bottega.
  • 1903 o 1904: Marco torna a Como come uomo agiato e riconosce il rudere dell’alloggio dei due vecchi.

Il capitolo sposta il racconto dalla sopravvivenza immediata alla consapevolezza metafisica. Il non-invecchiamento non e presentato come dono, ma come condanna: Marco vede nelle mura rovinate cio che dovrebbe accadere anche al suo corpo e capisce che la propria eccezione lo separa dagli altri.

La ferrovia tiene insieme i due piani: permette la fuga del ragazzo, il viaggio dell’uomo agiato e la memoria topografica del narratore. I binari diventano una struttura di orientamento nel mondo e nella narrazione.

  • Quale origine ha il non-invecchiamento di Marco?
  • Marzio scoprira mai la condizione del suo padrone?
  • In che modo Marco accumula ricchezza dopo l’avvio della bottega?
  • La ferrovia restera una struttura ricorrente della sua memoria?